I virus possono essere combattuti con farmaci antivirali, che ne rallentano la propagazione e ne limitano gli effetti. L’utilizzo di tali farmaci deve però seguire una prescrizione medica, visto che il loro profilo rischio/beneficio deve sempre essere valutato attentamente. In linea di massima si ritiene siano superflui in una patologia come l’influenza, comunque benigna e che si risolve autonomamente.

Nell’influenza, gli antibiotici sono controindicati poiché non servono a nulla contro i virus. Vanno utilizzati solo nel caso insorgano complicazioni batteriche. In ogni modo deve sempre essere il medico a prescriverli, e la cura va portata a termine secondo le prescrizioni, anche nel caso in cui i sintomi scompaiono prima. In questo modo, si debellano completamente i batteri, evitando pesanti ricadute. Inoltre l’abuso di antibiotici genera il fenomeno della “resistenza antibiotica” che, nel tempo, ha portato allo sviluppo di ceppi di batteri non più sensibili a determinati farmaci.
Quindi, in linea generale, nel caso di influenza, la terapia è prettamente sintomatica: restare a letto, assumere antipiretici per la febbre, decongestionanti nasali, sciroppi per la tosse. La febbre e la debolezza di solito scompaiono dopo 5-7 giorni.
A seconda dell’azione richiesta si possono utilizzare:
- Antidolorifici: che riducono i dolori (cefalea, mal di gola e dolori ai muscoli e alle ossa).
- Antipiretici e antinfiammatori: che diminuiscono l’infiammazione e la temperatura corporea (la febbre, che caratterizza l'influenza); per esempio, l’acido acetilsalicilico, che è indicato per la sua duplice azione antipiretica e antinfiammatoria.
- Sedativi della tosse e decongestionanti nasali.
- Mucolitici ed espettoranti: utilizzati per favorire l’espettorazione dato che riducono la viscosità delle secrezioni catarrali.