Complicazioni dell’influenza nei bambini

Le più frequenti sono quelle a carico di orecchio, seni paranasali e bronchi, e di solito non sono particolarmente gravi, anche se richiedono un intervento curativo specifico.
Le complicazioni dell’influenza nei bambini
In generale l’influenza, anche nei bambini, è una condizione che si risolve senza particolari conseguenze. Questo è vero, ovviamente, per i bambini non troppo piccoli e che, comunque, non presentano altri disturbi al momento del contagio con il virus influenzale. Tuttavia, i bambini, soprattutto i più piccoli, rappresentano una categoria considerata a rischio di complicanze, che richiedono cure specifiche.

I neonati sono particolarmente esposti, data l’immaturità del loro sistema immunitario.

Le complicanze più frequenti nell’infanzia sono le otiti e le bronchiti, che fortunatamente non sono particolarmente pericolose; meno frequentemente possono comparire croup, convulsioni febbrili e polmoniti. Le più gravi (per fortuna, molto rare) sono, invece, quelle che coinvolgono il sistema nervoso centrale, come per esempio la Sindrome di Reye o l’encefalite.

Otiti

Nei bambini e nei ragazzi giovani l’otite media è una delle complicanze più frequenti. In genere si presenta solo con dolore locale e febbre, sebbene siano possibili anche fuoriuscita di siero dall’orecchio e perdita dell’udito. I bambini più piccoli potrebbero avere difficoltà a comunicare il dolore in sede auricolare, ma hanno atteggiamenti tipici, come tirarsi l’orecchio, associato a irritabilità, pianto, difficoltà ad addormentarsi. L’ispezione dell’orecchio da parte del pediatra potrà confermare facilmente la presenza di otite e, nel caso, verrà prescritto un trattamento antibiotico.

Croup

Con questo termine viene indicata un’infezione acuta che coinvolge laringe, trachea e bronchi, e che si manifesta con difficoltà a respirare e un suono stridulo durante l’inspirazione.

L’infezione provoca gonfiore ed edema che ostruiscono il passaggio dell’aria. Compare una tosse rauca e secca. La forma virale colpisce di più prima dei tre anni, e in genere migliora con l’inalazione di aria calda e umida tramite aerosol. Tra i 3 e i 6 anni, invece, la sovrapposizione batterica è maggiormente frequente, e risulta anche più grave. È assolutamente necessario, in questo caso, il trattamento antibiotico.

Convulsioni

Possono comparire come reazione alla febbre, specie all’inizio di una malattia infettiva, in bambini di età inferiore ai 6 anni e con sistema nervoso particolarmente eccitabile. Possono durare anche alcuni minuti, e il bambino può anche perdere conoscenza; alla fine dell’episodio in genere compare una profonda sonnolenza. Le convulsioni febbrili, anche se molto scioccanti per i genitori, di solito non sono pericolose e non hanno ripercussioni sulla salute del bambino. Si deve però fare attenzione a escludere altre cause (come meningiti o encefaliti).

Dato che sono provocate dalla febbre, nei bambini che ne soffrono la temperatura va sempre abbassata, anche quando non è molto elevata. Quando compaiono convulsioni, innanzitutto si deve scoprire il bambino e applicare qualche cosa di fresco (borsa del ghiaccio, asciugamani bagnati, ecc) su fronte e collo; quando la convulsione è cessata somministrare paracetamolo.

Sindrome di Reye

È una condizione molto rara, ma grave, che interessa il sistema nervoso. Può manifestarsi, all’inizio, con nausea e vomito, ma la maggior preoccupazione sono i progressivi cambiamenti nelle funzioni mentali (come confusione o delirio).

LEGGI ANCHE SU

Casi particolari

Il raffreddore nel neonato

Casi particolari

Il raffreddore in gravidanza